FALLOUT 4
Al di fuori di un breve prologo che funziona anche da tutorial e ci
permette di definire al meglio le statistiche del nostro protagonista,
la storia di Fallout 4 si svolge intorno al 2280, praticamente in
parallelo con gli eventi narrati nel precedente titolo e a poche
centinaia di chilometri di distanza dalla Washington attraversata nel
terzo capitolo. Questa volta ci ritroveremo infatti nel
Massachusetts, ora denominato Commonwealth, più precisamente a Boston e
nella periferia limitrofa con tanto di locazioni e monumenti
rappresentativi dell'area.
Il presupposto narrativo è sempre il medesimo della serie: l'uomo
non ha scoperto i transistor ma ha saputo imbrigliare la forza
dell'atomo dando vita a un incredibile progresso tecnologico che abbina
allo stile estetico e artistico degli anni '50, tutta una serie di
ritrovati tecnologici piuttosto fantasiosi e a metà strada tra il
cyberpunk e la fantascienza più sporca a cui ci ha abituato il cinema.
Tuttavia, la scarsità delle risorse, l'aumento della popolazione e la
continua rincorsa agli armamenti ha portato la civiltà sull'orlo della
catastrofe nucleare più e più volte, soprattutto a causa degli attriti
tra gli Stati Uniti e la Cina. Alla fine, nell'ottobre del 2077, le
bombe atomiche iniziano a cadere e soltanto pochi umani riescono a
rifugiarsi nei Vault, speciali rifugi anti-atomici costruiti sul
territorio americano per sopravvivere all'olocausto nucleare. Il nostro
protagonista riesce ad entrare nel Vault 111 a pochissimi minuti
dall'avvio del bombardamento per finire poi ibernato per duecento lunghi
anni. Al suo risveglio succederà un evento drammatico che lo
costringerà ad attraversare le lande di Boston desolate dal fallout
atomico per incontrare altri umani più o meno ostili, una flora e una
fauna modificate dalle radiazioni e una lunga serie di accampamenti e
costruzioni che ben evidenziano l'istinto di sopravvivenza dell'umanità e
la sua volontà di trovare qualcosa di buono e abitabile anche nelle
peggiori condizioni esistenziali. La storia principale, pur
avendo un incipit piuttosto interessante è perfettamente in linea con
quanto ci ha abituato da tempo Bethesda: moderatamente anonima, senza
grandi picchi, forse troppo lineare, è un mero pretesto per obbligarci a
girovagare per la zona devastata dal bombardamento atomico.
Presenta tutti i cliché del genere ed è ricca di finali alternativi, ma è
ben lontana da quanto ci hanno abituato giochi di ruolo molto più
rifiniti in questo senso, su tutti i titoli fantasy che sembrano poter
sfruttare un immaginario e delle storie più sfaccettate e approfondite.
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